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martedì 3 maggio 2016

STORIA DEL MOVIMENTO (da L'Assistenza Personale per una Vita Indipendente - Elisabetta Gasparini)



Nel 1962,  Ed  Roberts viene  accettato  all’Università  della   California  a  Berkeley  ma  non  trova  un  alloggio  adatto  a  lui.  È  solo  grazie  alla  sua  ostinata  insistenza,  salda  anche  dopo  i  primi  dinieghi,  che  ottiene  di  venire  accomodato  almeno  nell’ospedale   Cowell   del   campus   dove   però   chiedeesplicitamente  di  non  venir  trattato  come  un  malato.  Gli  viene  permesso  di  scegliersi  un  assistente  privato  che  lo  affianchi  nella  vita  universitaria  e,  dopo  di  lui,  l’ospedale diventa   alloggio   di   altri   studenti   con   disabilità   gravi.  Insieme  si chiamano The Rolling Quads e combattono   la  loro  battaglia antidiscriminatoria così come in quel periodo stanno facendo le persone di colore e altri gruppi. 
Ecco  come  nasce  il  primo,  embrionale,  progetto  di  Vita  Indipendente:   Roberts   e   gli   altri   pionieri   ottengono un finanziamento  federale  per  un  programma  dedicato agli studenti con disabilità in cui gli interessati possono, tra le altre cose, ricorrere ad assistenti retribuiti per poter partecipare alla vita universitaria come gli altri. Si tratta dei primi Assistenti Personali  della  storia  di  Vita  Indipendente.  Per  lo  più  sono  compagni  di  corso,  istruiti  dagli  studenti  disabili  stessi.
Il successo dell’iniziativa è contagioso e le adesioni superano i confini del campus. Il gruppo di Roberts fonda il primo Centro per la Vita Indipendente[1] (ILC – Independent Living Center o CIL – Center for Independent Living) per dare informazioni e  consigli  alla  pari,  da  disabile  a  disabile,  sull’Assistenza  Personale  e  altri  argomenti.  In  breve  i  CIL,  finanziati  dal Governo Federale, si moltiplicano e verso la metà degli anni Settanta  diventano  numerosi  anche  fuori  dalla  California. 
Sarebbe però semplicistico attribuire lo sviluppo del movimento a ciò che è accaduto in un’unica città universitaria. Nel 1970, all’Università  di  Long  Island,  a  Brooklyn,  Judy  Heumann  e  altri  studenti  con  grave  disabilità  fondano  l’organizzazione  Persone Disabili in Azione (DIA - Disabled In Action) e notizie di eventi simili provengono da tutti gli Stati Uniti. L’eco delle iniziative, delle proteste e delle dimostrazioni arriva infine al Congresso degli Stati Uniti che nel 1990 emana un documento importantissimo, l’Americans with Disabilities Act (ADA), atto che stabilisce un chiaro e completo veto alla discriminazione sulla base della disabilità rendendo costituzionale il diritto alla non discriminazione delle persone con disabilità e prevedendo una pena per i trasgressori.

La Svezia e STIL

La filosofia della Vita Indipendente viene fatta conoscere in Europa  da  Adolf  Ratzka,  un  giovane  tedesco  con  disabilità  che vince una borsa di studio per l’Università della California, dove  entra  in  contatto  con  Vita  Indipendente  e  sperimenta  l’Assistenza  Personale.  E  quando,  nel  1973,  si  trasferisce  in  Svezia, si adopera per diffondere la proposta americana.
Nel 1984,  dopo  aver  organizzato  il  primo  convegno  scandinavo  sulla Vita Indipendente, con Ed Roberts e Judy Heumann in rappresentanza  del  ramo  americano  del  movimento,  raduna  un  gruppo  di  persone  con  disabilità  grave,  insoddisfatte del  servizio  di  assistenza  tradizionale.  Insieme  fondano  la  cooperativa STIL (Stockholm Independent Living[2]), i cui soci sono tutti persone con disabilità grave che scelgono di essere utenti di un nuovo servizio di Assistenza Personale ottenuto attraverso  un  accordo  con  la  municipalità  di  Stoccolma. 
Ecco gli estremi dell’accordo: ogni socio concorda con l’ente pubblico  un  certo  numero  di  ore  settimanali  di  assistenza  e  viene pattuito un prezzo lordo medio per ogni ora di servizio. Attraverso STIL ciascun socio riceve l’importo che copre il costo delle ore assegnate e ha un budget da amministrare in un arco di tempo concordato, generalmente un anno. Può usarlo solo per retribuire l’Assistente Personale e deve giustificarne la spesa. STIL svolge quindi un ruolo amministrativo controllato e autogestito dagli stessi soci. Inoltre, come i Centri per la Vita Indipendente americani, offre un servizio di Consulenza alla Pari e veri e propri corsi di formazione per le persone con disabilità.
Il ruolo di STIL e quanto fatto e scritto da Ratzka[3] sono stati determinanti per la diffusione dell’Assistenza Personale e della Vita Indipendente. Nel 2008 il Consiglio Europeo Antidiscriminazione dedica proprio ad Adolf Ratzka l’annuale European Citizen Award (Premio per il Cittadino Europeo), in riconoscimento degli straordinari risultati da lui ottenuti negli ultimi decenni con il suo lavoro, contro le discriminazioni e a favore della partecipazione delle persone con disabilità nella società.

L’Europa

È  il  14  aprile  del  1989  quando  al  Parlamento  europeo  di Strasburgo, in una conferenza cui partecipano rappresentanti di  diversi  Paesi  europei,  si  approva  un  programma  per  lo  sviluppo  dei  servizi  di  Assistenza  Personale.  Gli  ottanta  rappresentanti  provengono  da  Olanda,  Inghilterra,  Italia,  Svizzera,  Svezia,  Francia,  Austria,  Finlandia,  Belgio,  Stati  Uniti, Ungheria, Germania e Norvegia. È in questa occasione che  nasce  ENIL (European Network on Independent Living)[4],  il  principale  organismo  promotore  in  Europa  della Assistenza  Personale.  Molte  sono  le  sue  iniziative:  marce,  meeting,  convegni,  progetti,  scritti  e  documenti.  Tra  questi  ricordiamo  la  risoluzione  di  Berlino  del  1992  in  cui  ENIL definisce  il  termine  “Vita  Indipendente”  e  il  suo  utilizzo.
Negli anni successivi i movimenti delle persone con disabilità in Europa si adoperano per rafforzare la filosofia e soprattutto la pratica della Vita Indipendente all’interno dei singoli Stati e nella Comunità Europea. Nel marzo 2002, la dichiarazione di Madrid, documento conclusivo del Primo Congresso Europeo sulla Disabilità, a proposito dei servizi che promuovono la Vita Indipendente  afferma:  «Molte  persone  con  disabilità  hanno  bisogno di servizi di assistenza e di sostegno nella quotidianità, e questi servizi devono essere di alta qualità, rispondenti alle loro  necessità:  devono  promuovere  il  coinvolgimento  nella  società, e non essere motivo di segregazione».
Nel 2003, Anno Europeo delle Persone con Disabilità, ENIL produce altre due dichiarazioni: quella di  Strasburgo sull’Assistenza Personale e quella di Tenerife scritta in occasione del Primo Congresso Europeo   sulla Vita Indipendente.  
Negli ultimi due decenni gli Stati europei recepiscono, anche se in modo difforme, i principi dell’Assistenza  Personale, traducendoli in soluzioni concrete diverse tra loro: il modello di  STIL  si  moltiplica  quasi  subito  in  altre  città  svedesi  e viene  esportato  in  Norvegia  grazie  alla  cooperativa  Uloba.[5]
In Inghilterra e in  Irlanda, invece, l’assistenza  autogestita si fonda su modelli più individualistici in cui la singola persona, senza il tramite della cooperativa, contratta direttamente con l’ente  pubblico.  Questa  modalità  si  chiama  di  “pagamento  diretto”.[6]
Il  servizio  di  Assistenza  Personale  esiste  anche  in  Belgio,  Finlandia,  Olanda,  Austria,  Germania  e  ancora  in  Spagna, Slovenia, Croazia, Svizzera e in altri Paesi anche al di fuori dai confini europei. Specialmente nel nord Europa oggi è diventato una pratica comune.

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